Anna Torcoletti

Corporate Blog, caso Febal Cucine

Posted by: annatorc on: 22 Gennaio, 2008

Il Gruppo Febal Cucine, a fine 2007, ha terminato i lavori di costruzione del loro appartamento “vicino” ad una zona molto vivace e discussa della Rete, dove se non si vede nessuno passeggiare per la strada, lo si va in cerca “solo” per il piacre di scambiarsi delle idee aprendosi alla socialità, questa zona è la blogosfera.

Per il Corporate Blog è stato scelto il nome: “Chiacchierare in cucina” e da qui anche l’intelligenza nella scelta del titolo del progetto, da cui traspare una certa consapevolezza dello strumento. Si tratta dell’applicazione del blog all’interno della realtà aziendale che deve sì soddisfare la funzione informativa ma andando oltre, producendo contenuti relazionali con i propri utenti i quali, attraverso il dialogo, diventeranno parte attiva nel processo di costruzione dell’immagine stessa dell’azienda. Uno degli obiettivi, oltre a quello di vendere, sarà sicuramente quello di cercare di costruire una community viva e di renderla il più produttiva possibile ponendola al centro, nel cuore, del processo comunicativo.

Quindi ad emergere non saranno più i singoli componenti ma, ancora una volta, la comunicazione cioè la messa in comune di valori e significati tra azienda e utenti e tra utenti e utenti. Questi valori saranno veicolati dalla marca ed i consumatori riconscendosi in questi ne diventeranno “portatori sani”.

Il Gruppo Febal cucine, perchè è un caso interessante?

Per prima cosa vi segnalo il link, così vi fate un’idea tutta vostra, in maniera tale che dopo ne vogliate parlare anche con me! ;-)

Oltre alla scelta della piattaforma che non posso far altro che approvare :-) , la grafica mi piace molto la trovo pulita e chiara, la scelta delle 4 colonne oltre a contruibire nella costruzione di un ordine che permetta una facile e agile consultazione si è rilevata anche abbastanza “furba”, perchè: frammentando gli spazi la quantità di contenuto in ciascuno di essi, anche se minore, non perde l’effetto di riempimento.

Quello che m’interessa e mi colpisce ancor di più è l’approccio dell’azienda stessa, a mio avviso traspare una voglia di mettersi in gioco ed una sincera apertura al dialogo e soprattutto all’ascolto. Oltre al voler raccontare il mondo della cucina sotto più sfacettature coinvolgendo così quanti più mondi possibili del territorio marchigiano, utilizzando anche social network come Flickr per la pubblicazione e condivisione di foto.

Una delle iniziative che hanno riscosso grande approvazione da parte degli utenti è stata la scelta di far dedicidere a loro stessi il nome di un nuovo modello di cucina. Hanno aderito diversi blogger, circa una trentina formulando oltre le 270 proposte di nome, tra le quali ne è stata scelta una e la blogger si è vista arrivare in tasca un premio in denaro, seppur simbolico, ma sempre gradito. :-)

Ho curiosato tra i diversi commenti e una cosa che mi ha fatto molto piacere è l’ aver visto che ad ognuno di essi gli autori del blog hanno cercato di dare una risposta e di ribadire il loro essere aperti ad evuntuali suggerimenti, i quali non si sono fatti desiderare e sono arrivati da parte di altri blogger, insieme a questi non sono mancate la inevitabili polemiche per la scelta di un nome piuttosto che di un’altro.

Mi associo all’analisi di Blogs4Biz, nel senso che avrei voluto sapere anch’io l’autore dei singoli post, i quali purtroppo si sono solo presentati ma “hanno dimenticato” di firmarsi :-( .

Infine, per la scelta del nome, forse oltre ai blogger avrei provato a convolgere l’utenza stessa e concludendo Febal cucine per la realizzazione del progetto si è avvalsa della collaborazione con l’agenzia di comunicazione Monkey Business.

Ringrazio a Carlo per avermi segnalato la notizia. Smack

8 Risposte a "Corporate Blog, caso Febal Cucine"

:-) Che ne pensi nel bene e nel male?

Come sai, sono convinto che i mezzi utilizzati per questa iniziativa siano poderosi. Però non credo che siano stati utilizzati al meglio.
Prima di tutto, la scelta di ricorrere a flickr va benissimo, ma flickr è una piattaforma 2.0, e non una vetrina dove pubblicare immagini. Se fossero stati invitati i clienti a partecipare ad un concorso fotografico a soggetto “cucina febal”, si fosse creata una pool aperta, ecc. ecc., forse sarebbe stata tutta un’altra cosa.
Poi, il blog. La scelta del template è determinante, come è determinante la scelta della piattaforma. Ottima la soluzione wordpress.com: ti inserisce in una community molto attiva in modo molto democratico. pessima la scelta del template: assolutamente illeggibile.
Il blog, poi, è frequentato pochissimo. Lo si capisce dai commenti, che sembrano più che altro lasciati dai dipendenti stessi che ci si ritrovano. La prova è che il post più commentato è quello in cui si fanno gli auguri al direttore marketing.

Insomma, chi ha pianificato questa iniziativa conosce gli strumenti, ma non ne ha capito la natura, e per queto non ha saputo usarli (almeno fino ad ora).

… cattivo, eh? :D

ciao, mille grazie per la citazione di chiacchiere (sono max di monkeybusiness, ideatore di chiacchiere, e uno dei blogger).

ringrazio anche carlo daniele delle critiche.

in due parole:

lo so, i post non firmati sono un problema che già ci hanno fatto notare. sto cercando di convincere i responsabili a mettere la firma. (fatto che è abbastanza ovvio visto che in una pagina interna del blog ci si è presentati tutti epr benino… ma ciò che può apparire semplice e ovvio per un frequentatore del web 2.0 può essere complesso per chi non segue queste logiche, senza contare che il tempo per le discussioni e gli approfondimenti è quello che è.

anche sul template, sono anch’io dubbioso, invece l’azienda è soddisfatta. stiamo a vedere. credo che bloggare sia sempre un work in progress…

per i commenti. beh, un po’ lo sapevo che saremmo stati criticati per gli auguri al direttore mktg, ma personalmente non lo trovo sbagliato. penso che il blog sia un modo di cambiare anche l’azienda dal di dentro (più trasparenza, più apertura ecc) e anche gli auguri, perché no? è un’azienda fatta di persone, e le persone si fanno gli auguri… almeno così abbiamo ritenuto noi.

i commenti non sono tanti, ma neanche pochi, vuoi per la storia del nome, vuoi per un po’ di curiosità che sta nascendo sul 2.0 nell’arredamento (lago, pellizzoni, refin ceramiche, berto salotti, nicoletti) ho visto blog aziendali molto più vecchi con molti meno commenti… insomma, piano piano troveremo la nostra strada.

personalmente sono entusiasta di questo sito eprché ho visto un’azienda cogliere l’attimo con uno spirito leggero che non si incontra facilmente. questo comporta che il progetto può essere nato con dei difetti, ma come dicevo, stiamo cercando di trovare la nostra strada, e lo facciamo davanti a tutti (così continuate a darci buone critiche costruttive e noi diventiamo bravi :-) )

max

@Carlo: No, perchè cattivo? Io direi sincero e costruttivo, non credo che tu abbia sparato a zero senza criterio, anzi!

@Max: Ciao piacere di conoscerti e grazie a te per la visita.
Solo una cosa, non credo che Carlo abbia criticato la scelta di fare gli auguri al direttore Mktg in sè, ma con quest’osservazione ha voluto argomentare una tesi: quella delle poche visite…
Un’altro punto che credo sia molto interessante per l’azienda stessa forse è quello di provare a pensare su un utilizzo a tutto tondo di Flickr e non solo come galleria fotografica.
Detto questo ticonfermo tutte le mie buone impressioni che ho scritto sopra mi piace molto questa voglia di mettersi in gioco e di riflesso in discussione e sono d’accordo con te quando dici che non è da tutti.

Assolutamente, quella non era una critica. Anzi, credo che la partecipazione dei dipendenti sia assolutamente positiva e faccia apparire l’azienda non come un soggetto senz’anima, ma come un gruppo di persone.
Le mie perplessità nascono dalla mia (personale) impressione che l’apertura sia limitata, almeno per il momento, e che la partecipazione e il coinvolgimento del pubblico siano solo accennati, in considerazione delle potenzialità dei mezzi utilizzati.
Non giudico negativamente l’iniziativa. Anzi, la scelta dei media è assolutamente condivisibile. Solo che l’azione mi sembra un po’ “frenata”.
Se dovessi cercarne una spiegazione, secondo la mia esperienza personale, la cercherei nelle incertezze del committente :-)
(ti avevo già parlato di una situazione simile, se non sbaglio…)

ciao

Si Carlo non sbagli, me lo ricordo bene, come ogni nostra chicchierata. ;-)

[...] sul loro bel “Design Conversations”, la segnalazione di “The Marketer”, l’articolo della blogger Anna Torcoletti e infine la bella intervista di You Mark al nostro responsabile [...]

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